Palazzo Pepoli, luogo simbolo della cultura popolare bolognese e delle Denominazioni Comunali (De.Co.), celebra con un evento speciale la tradizione unica dell’arte campanaria bolognese, viva da oltre quattro secoli. La struttura, punto d’incontro tra memoria e innovazione, promuove arte, tradizioni e saperi locali attraverso iniziative che coinvolgono le realtà del territorio.
Il rito sonoro, nato nella seconda metà del Cinquecento sulla torre di San Petronio, si distingue ancora oggi per quattro tecniche storiche: doppio a trave, doppio a ciappo (cappio), tirabasse e scampanio. Questa tradizione ha ottenuto il riconoscimento De.Co. Bologna e continua a risuonare nei campanili della città grazie all’impegno delle associazioni campanarie.
A custodire e tramandare questa eredità sono tre realtà storiche:
Unione Campanari Bolognesi, fondata nel 1912, con oltre 130 campanari attivi;
Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei di Casalecchio di Reno, operativo dal 1934;
Associazione Campane in Concerto di San Matteo della Decima, che diffonde il suono delle campane sul territorio con una struttura mobile dedicata.
Il loro impegno si inserisce in un percorso di tutela condiviso: dal 2019 è stato siglato un accordo con la Soprintendenza per la salvaguardia del patrimonio campanario storico, riconosciuto nel 2024 come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO.
L’evento inizierà con i saluti di Marco Piazza, Delegato alla Cultura Popolare del Comune di Bologna, e di Duccio Caccioni, presidente della Commissione De.Co., seguiti dalla consegna degli attestati De.Co. ai gruppi campanari.
Il programma proseguirà con la proiezione di immagini dai campanili della città e un racconto guidato dai presidenti delle associazioni: Angelo Zambon, Gabriele Sarti e Calzati Filippo. La giornata si concluderà con una dimostrazione dal vivo, che includerà suonate a doppio a ciappo e una simulazione di doppio a trave, eseguita sul mini-concerto della Fonderia Brighenti.